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Storia
La libreria Antiquaria è una delle librerie più antiche d'Italia. Aperta nel 1850 da Oreste Gozzini, era dapprima situata
in Piazza del Duomo. Nel 1887 aveva una succursale a Roma, in
via Sant'Ignazio, 44. In seguito, dopo vari trasferimenti nel
1959 l'attività prese sede in Via Ricasoli, di fronte alla
Galleria del David di Michelangelo dove si trova attualmente.
GLi arredi attuali risalgono al 1959 e furono realizzati
all'epoca del trasferimento in questa sede. La libreria si
estende su tre piani.
Curiosità
Fra i frequentatori e gli acquirenti della libreria emergono
personalità che sono parte della vita, della cultura e della storia
Italiana come: Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Giovanni Papini e
Giovanni Spadolini.
Un
percorso fra arte, storia e scienza
La libreria Antiquaria è aperta al pubblico e l'ingresso è
libero. Essa è costituita da 23 ambienti, alcuni con soffitto a
volta, disposti su tre piani, che circondano un ampio giardino.
Essi accolgono oltre 150.000 volumi di pregio (oltre due Km di
libri), che vanno da opere del XV secolo fino alla letteratura
contemporanea del Novecento. Visitare le stanze è come
percorrere un viaggio nel tempo. Le migliaia di titoli sulle
coste multicolori di migliaia di libri si affollano sugli
scaffali gremiti.
I grandi poemi, romanzi, libri d'arte della letteratura Italiana
e Straniera si alternano a trattati di geografia, chimica,
guide, saggistica, architettura, musica, scienze, poesia e
quant'altro possa destare l'attenzione di ricercatori,
bibliofili curiosi o semplicemente amanti dei libri.
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Probst G.B. [1732-1801].
 Firenza - Florenz. Augsburg, (seconda metà del XVIII° secolo), grande incisione ottenuta da due rami, mm. 1025x340 (la parte disegnata; sotto questa è presente una “legenda” anch’essa inc. in lastra; l’unione intera dei due rami misura mm. 1027x380).
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I
Contadini della Toscana
Edizioni Bardi 1796
 I
contadini della Toscana espressi al naturale secondo le
diverse loro vestiture in sessanta stampe a colori. Firenze, presso
Niccolò Pagni e Gius.
Bardi, l'an. 1796, in-folio, leg. della prima metà dell'ottocento in
mezza pergamena, titolo in oro su tassello in pelle nera al dorso
(tassello con lievi difetti), piatti in carta marmorizzata. Serie
completa, composta da un frontespizio e 60 tavole di stupendi
costumi, incisi in rame a colori all'acquaforte e granito, su
disegno di Antonio Bicci, sotto la direzione di (e in buona parte
incise da) Carlo Lasinio.
 Le
incisioni misurano 33x23 cm + margini bianchi. Cfr. O.H. Giglioli,
Mostra degli incisori toscani del settecento "Anche nelle incisioni
a colori che portano il titolo: I Contadini della Toscana (il
Lasinio) si afferma simpatico illustratore dotato anche di squisito
gusto decorativo in modo che queste sue composizioni furono molto
apprezzate e ricercate per rendere più piacevole l'ambiente di una
casa". (Vedere anche l'introduzione di G. Devoto e lo studio di A.
Forlani-Tempesti per la stampa in facsimile, Milano, 1970).
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